
Monica De Gennaro ha fatto visita ieri agli studenti del liceo scientifico a indirizzo sportivo Nicola Sensale di Nocera Inferiore
Il liceo scientifico a indirizzo sportivo “Nicola Sensale” di Nocera Inferiore ha accolto ieri mattina Monica De Gennaro, libero della Nazionale italiana di pallavolo femminile. L’incontro è stato promosso nell’ambito del progetto Sportability 2.0 voluto dalla Provincia di Salerno. “Moki” De Gennaro è la testimonial del torneo Pink Gen. Il contest pallavolistico dedicato alle formazioni Under 16 che farà tappa nel prossimo weekend a Capaccio Paestum e Agropoli.
A fare gli onori di casa il preside Rosario Pesce, che ha evidenziato la grande valenza non solo sportiva della pluridecorata ospite del giorno. «La nostra Nazionale di pallavolo è la cartina tornasole dell’Italia che ci piace, un modello di integrazione perché questa squadra sa includere le differenze. E lo sport è per eccellenza il migliore strumento di inclusione e integrazione». I saluti del sindaco Paolo De Maio e del consigliere provinciale con delega allo sport, Antonio Fiore hanno lasciato rapidamente spazio alla protagonista. Anzi alle protagoniste. Perché accanto a Monica De Gennaro c’è stata una Consuelo Mangifesta magistrale nell’insolita veste di conduttrice della giornata.
Ex pallavolista, scudetti e coppe dei Campioni in bacheca, da qualche anno s’è calata alla perfezione nel ruolo di responsabile relazioni esterne, eventi e comunicazione della Lega Pallavolo Serie A femminile. «Monica è un monumento della pallavolo italiana». Un solo termine per definire un’atleta che è riuscita a vincere tutto nel volley nazionale e internazionale, pluridecorata a livello individuale, di club e con la maglia azzurra. «È il volto di una Nazionale straordinaria, capace di un’eccezionale escalation di successi in poco più di un anno. Olimpiadi, Nations League e ora il titolo Mondiale».
Via da casa a 15, i momenti no e l’escalation fino al tetto del mondo
Una bacheca stracolma di trofei, eppure Monica De Gennaro è sembrata un bel po’ emozionata davanti agli studenti del Sensale. Soprattutto per l’applauso della platea assiepata nell’Aula Magna intitolata al compianto preside Pasquale Vitulano.
Ha raccontato la sua partenza verso Vicenza, «a soli 15 anni, da sola ed è stato un percorso difficile perché oltre allo sport e alla scuola, dovevo pure badare alla casa. C’è stato un momento in cui avrei mollato tutto, ma sono sempre stata innamorata di questo sport». Il Mondiale ha completato un palmares inarrivabile, ma non sono mancate sconfitte e momenti no. «Firmai un contratto con un club che poi non completò l’iscrizione e per un’atleta professionista ritrovarsi in estate senza squadra è dura. Quello fu uno dei momenti più difficili della mia carriera, ma fanno parte del percorso perché si cresce soprattutto grazie alle sconfitte».
Il titolo iridato dopo due battaglie epiche con Brasile e Turchia negli ultimi due turni. Ma anche le emozioni particolari della finale giocata contro suo marito. Daniele Santarelli allena la Nazionale turca ma è pure allenatore di Imoko Conegliano, la squadra di club di Monica De Gennaro. «Tante volte non è semplice giocare contro la persona che ami. Lui era dispiaciuto per la sconfitta ma è stato anche contento per me». Ai ragazzi in platea ha evidenziato il volto umano della “sua” Nazionale. Lei è leader perché è sempre pronta a sostenere le compagne. Soprattutto le più giovani, «alle quali è giusto far capire che con una sconfitta non finisce il mondo e che bisogna subito ripartire per fare meglio».
Monica De Gennaro racconta agli studenti di Nocera Inferiore l’importante apporto dell’allenatore della Nazionale
In squadra un rapporto eccezionale con Paola Egonu, rientrata in Nazionale proprio grazie a “Moki”. E poi l’apporto decisivo di Julio Velasco, «un allenatore che ci ha portato quella mentalità che forse prima mancava. Ci ha insegnato il giusto approccio alla partita e i metodi per togliersi di dosso l’ansia. La sua idea è semplice – ha sottolineato il libero azzurro –, poche chiacchiere, senza rimuginare troppo sugli errori e concentrarsi sempre sulla palla successiva».
E a chiudere il consiglio più bello agli studenti-sportivi del Sensale. «Osate, uscite dalla vostra comfort zone perché di sicuro può farvi paura, ma può essere un passo decisivo per emergere».

























































