
I gialloblù dominano per tre quarti, soffrono nel finale ma chiudono con carattere grazie a una grande prova di squadra.
La Givova Scafati conquista la seconda vittoria consecutiva superando la Biemme Livorno 92-82 alla Beta Ricambi Arena-PalaMangano, dopo una partita di grande intensità. Prima della palla a due, toccante minuto di silenzio in memoria di Raffaele Marianella.
Scafati parte forte con Walker e Mollura, che trovano subito canestri pesanti dall’arco. Il primo quarto si chiude 27-18, con i padroni di casa impeccabili da tre. Nel secondo periodo salgono in cattedra Fresno e Caroti, che spingono la squadra fino al +14. Livorno resta aggrappata al match grazie a Tiby, ma all’intervallo Scafati comanda 52-39. Dopo la pausa, Mollura e Pullazi rispondono al tentativo di rimonta ospite, riportando i gialloblù sul +15.
Nell’ultimo quarto, però, arriva il momento di sofferenza: Scafati subisce un parziale di 17-0, restando a secco per oltre cinque minuti e permettendo a Livorno di tornare a -6. Nel finale, però, Italiano, Mascolo e Caroti chiudono i conti e fanno esplodere il pubblico.
Scafati riesce comunque a vincere con merito una gara complicata: le ottime percentuali da tre punti, la solidità ai liberi e la grande prova di squadra, soprattutto da parte dei meno attesi come Mollura e Fresno, fanno la differenza. Una vittoria corale, sofferta ma meritata, che vale la seconda consecutiva e dà fiducia in vista dei prossimi impegni.
Le dichiarazioni post gara:
Coach Diana: «Prima di tutto un pensiero per la famiglia Marianella e la condanna di quanto accaduto a Rieti: certi episodi non appartengono al nostro sport. Scafati ha meritato, è una squadra solida e piena di talento. Anche noi abbiamo qualità, ma le abbiamo espresse solo nell’ultimo quarto: dobbiamo riuscire a farlo per tutti i quaranta minuti.»
Coach Mazzetti: «Siamo molto felici per questa vittoria. Livorno ci ha messo in difficoltà nell’ultimo quarto, ma per trenta minuti abbiamo giocato una grande pallacanestro. Sono contento per Fresno e Mollura, che hanno dato un contributo importante, e per il basso numero di palle perse, segno della nostra maturità.»
