
Eccellenza Campania, la scelta del terzo under crea malumori e dall’AIC arriva la netta posizione del coordinatore Antonio Trovato: «I calciatori sono contrari»
La Lnd Campania ha reintrodotto in Eccellenza il terzo under ma la scelta ha fatto storcere il naso all’Aic, con la netta posizione espressa da Antonio Trovato. Il coordinatore del Dipartimento Dilettanti dell’Associazione Italiana Calciatori ha evidenziato che la riforma «non valorizza i giovani». La decisione del Comitato Regionale di riportare a 3 gli under obbligatori in Eccellenza ha dunque suscitato forte contrarietà tra i calciatori.
«L’obbligo di impiegare gli under – afferma Antonio Trovato – non rappresenta un vero strumento di crescita per i giovani e rischia invece di produrre l’effetto opposto. Questo sistema costringe spesso gli allenatori a scegliere i calciatori in base all’età e non al merito o alle prestazioni. Una situazione che finisce per penalizzare sia i giovani sia i giocatori più esperti. Alterando inoltre l’equilibrio competitivo tra le squadre».
Il coordinatore del Dipartimento Dilettanti dell’Aic evidenzia anche un’altra problematica legata alle nuove disposizioni. «L’obbligo di schierare più under può aumentare le differenze economiche tra i club. Le società con maggiori risorse possono infatti permettersi di ingaggiare i giovani più richiesti. Mentre quelle con budget più limitati fanno più fatica a competere. Uno dei problemi principali è dato dal fatto che molti ragazzi trovano spazio in squadra solo finché rientrano nella categoria under. Appena superano il limite di età invece perdono possibilità».
Anche nel Lazio emergono preoccupazioni nel sindacato dei calciatori
Anche nel Lazio la situazione è simile. I calciatori hanno infatti appreso con preoccupazione l’aggiunta di un terzo under classe 2009 nel prossimo campionato di Eccellenza. Questo il parere di Pasquale Mauriello, collaboratore Aic del Lazio, sulla decisione del Comitato Regionale. «I giovani meritano un percorso di crescita serio, strutturato e che li metta realmente al centro. Quello che emerge con evidenza è una totale assenza di progettualità e di criteri uniformi. Non è comprensibile come un ragazzo nato nel 2009 debba essere considerato pronto nel Lazio, mentre in altre realtà ciò non avviene. Si crea così una disomogeneità evidente a livello nazionale, con differenze tra regioni che arrivano anche a 3 o 4 anni tra i calciatori coinvolti.
È chiaro che, in assenza di una programmazione coerente, questo sistema finisca per penalizzare proprio i giovani che dovrebbe invece valorizzare, portandoli spesso ad essere abbandonati una volta usciti dall’obbligatorietà. Per questo motivo si ritiene che sarebbe più utile investire maggiormente nello sviluppo dei campionati giovanili, come le competizioni Juniores, che rappresentano il vero percorso di crescita verso le prime squadre».
Nel frattempo sono state raccolte le firme di tutti i calciatori di Eccellenza sia in Campania che nel Lazio, con l’adesione immediata anche di molti giovani. Nei prossimi giorni verranno valutate ulteriori iniziative a tutela della categoria.

