Zero a Zero

La gioia di Vigorito per la B: “Trionfo programmato, fieri di quanto costruito”

“Sono felice, dedico questa promozione prima di tutto a me stesso. Sono quello che doveva andare via, ma sono rimasto e me la dedico. È il traguardo di un percorso tracciato. Dopo le due amare retrocessioni che hanno fatto male a tutti ebbi modo di pronosticare, sulla base dell’esperienza che avevo maturato, che sarebbero occorsi tre anni per risalire. Alla città di Salerno non posso consigliare nulla, il calcio è materia troppo personale. A volte parti rischiando di retrocedere e vinci un campionato, altre volte pensi di aver messo su uno squadrone e retrocedi. C’è grande gioia con molto garbo, come nostra abitudine”.

Il tributo ai protagonisti

C’è profondo orgoglio nelle parole del patron Oreste Vigorito dopo l’impresa del suo Benevento, che ha coronato la stagione riconquistando la Serie B all’Arechi con tre turni d’anticipo. “Questa è una squadra che ha vinto dopo essere stata costruita e non inventata. Sulla base del contributo dato dal nostro allenatore Floro Flores, da Gaetano Auteri, dal d.s. Marcello Carli al terzo anno di esperienza, dai match analyst e dal club manager Alessandro Cilento, che ha diretto dietro le quinte tutto ciò che poteva dirigere nella sua funzione amministrativa. E sulla base di misure e scelte severe prese all’interno della società”.

Venti anni di successi per la famiglia Vigorito

“Pensiamo di aver formato uno zoccolo duro e mi sento di dire che il futuro è meno grigio di quando abbiamo avuto una grande gioia che però era arrivata per caso. Come diceva mio fratello Ciro, si arriva per caso in un posto e poi si decide di rimanerci, come è successo a noi qui. Non ce ne siamo accorti ma sono passati venti anni e questo è il quinto campionato vinto, credo che vada sottolineato perché c’è programmazione. Poi anche nella programmazione ci sono i bastoni delle streghe e del diavolo, ma noi non molliamo mai”.

L’omaggio al fratello Ciro Vigorito

“All’Arechi ho visto due squadre che temevano l’un l’altra di scoprirsi. Né la Salernitana né il Benevento a dirla tutta hanno fatto un grande match ma queste sono partite decise da episodi come un calcio di rigore. Il Picerno (corsaro a Catania 2-1, ndr) a noi ha tolto quasi quattro punti tra andata e ritorno, il girone C è indecifrabile. Vinci contro la prima e perdi contro l’ultima, uscire da questo inferno della Lega Pro non è una cosa semplice, proviamo a non tornarci più. Ciro è andato via nel 2010, ha dato amore e un’organizzazione che stiamo ancora sfruttando perché le basi di un settore giovanile tra i più fiorenti d’Italia e invidiato da tutti sono ancora quelle poste da lui, noi continuiamo a seguire il suo modello”.

Floro Flores la grande scommessa vinta

“Quest’anno sulla base del lavoro dei due anni precedenti eravamo protesi a vincere, abbiamo chiamato dei ragazzi che hanno abbandonato la Serie B per venirci a dare una mano e vincere con il Benevento. Devo ringraziare tutti, dal capitano al vice, ai ragazzini che hanno imparato a stare in panchina senza protestare e non ultimo Antonio Floro Flores, la grande scommessa del Benevento Calcio condivisa da tutti quando è stato chiamato. Abbiamo avuto anche il grande apporto del pubblico al “Vigorito”, con una campagna acquisti che ci ha permesso di fare il record di abbonati. Il pubblico ha avuto la pazienza, ci sono stati anche momenti difficili ma questa volta la nave ha navigato stabilmente: il timoniere c’era, le streghe si sono girate dall’altra parte e la gente ha un po’ dimenticato i dissapori”.

La partita

Match chiuso e complicato all’Arechi tra due squadre in condizione psicologica opposta. Salernitana ancora scossa dalla figuraccia di Potenza, Benevento determinato a cogliere l’occasione di sigillare la sua cavalcata trionfale proprio in casa dei rivali. Agevolato poi nel corso del match dalla concomitante sconfitta casalinga del Catania, contro il Picerno. Nel primo tempo le migliori occasioni sui piedi di Achik e Lamesta, con una bella parata di Donnarumma che poi nella ripresa si è ripetuto su un colpo al volo di Salvemini davanti a lui.

Poco dopo l’ora di gioco l’episodio decisivo: Quirini si è opposto con il braccio sinistro largo al cross di Ceresoli e l’arbitro Di Loreto dopo revisione al FVS ha fischiato il penalty, trasformato all’angolino dallo stesso Salvemini. La Salernitana ha faticato a rendersi pericolosa e l’unico tiro in porta è arrivato da De Boer nel recupero. Mentre Donnarumma dall’altro lato ha evitato in un paio di occasioni il raddoppio. Al fischio finale è scattata la festa delle Streghe, che la prossima stagione potranno provare a replicare il doppio salto in serie A. Impresa già riuscita nel biennio 2015-2017.

Exit mobile version