Coppa Garrincha 2026, a Scampia la vittoria del Cava United

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Coppa Garrincha 2026, Cava United si aggiudica la prima edizione del trofeo di calcio popolare svoltosi a Scampia

Si è tenuta ieri mattina la Coppa Garrincha 2026, manifestazione di calcio popolare tenutasi allo stadio Antonio Landieri di Scampia. L’evento, alla sua prima edizione, è stato promosso da Garrincha Edizioni, casa editrice specializzata in letteratura calcistica diretta da Giovanni Salomone. In campo Stella Rossa 2006 e Cava United, due realtà che rappresentano un’idea di calcio fondata su partecipazione, inclusione e radicamento territoriale.

La giornata ha avuto come protagoniste entrambe le squadre. La Stella Rossa 2006, storica espressione del calcio popolare napoletano, nata nei centri sociali del centro storico e prossima a celebrare vent’anni di attività. E un Cava United in costante crescita, impegnato in un percorso sportivo e sociale sempre più riconosciuto. Pure capace di portare avanti con coerenza i valori di comunità e condivisione.

Match deciso ai calci di rigore

Dal punto di vista sportivo, l’incontro si è concluso sul 2-2 al termine dei tempi regolamentari. Il Cava United si è poi aggiudicato il trofeo ai calci di rigore. Un risultato che, nel contesto del calcio popolare, assume un valore simbolico, lasciando spazio soprattutto al significato sociale dell’iniziativa. La manifestazione si è svolta in un luogo dal forte valore simbolico come lo stadio Antonio Landieri, confermando il ruolo dello sport come strumento di memoria, inclusione e riscatto sociale.

Numerose le iniziative collaterali che hanno accompagnato la mattinata, tra cui la “Pioggia di Peluche”, con la raccolta di giocattoli destinati agli ospedali pediatrici di Napoli, e la presenza della Libreria Volante della Scugnizzeria, che ha donato libri ai bambini presenti sugli spalti.

All’evento hanno partecipato Nicola Nardella, presidente dell’VIII Municipalità, Giovanni Salomone, direttore di Garrincha Edizioni, i presidenti delle due società, Vincenzo Imperatore, direttore di Sport del Sud, e Rosario Esposito La Rossa, editore del giornale. A chiudere la giornata, come da tradizione del calcio popolare, il terzo tempo, momento di convivialità e condivisione tra le tifoserie, a suggellare un evento che ha ribadito come il calcio possa essere uno strumento di comunità e solidarietà.

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